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Duncan McLoryahn
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Topic: Duncan McLoryahn  (Letto 1760 volte)
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« il: 27 Marzo 2010, 13:12:47 »

L'INVESTITURA

Il sole era già  alto, la gente era in subbuglio, raro era assistere ad un evento così fausto in un era travagliata da mille battaglie.
L'Abbazia di Northshire vedeva nuovamente raccolti ai suoi piedi gli uomini che rappresentavano la forza vitale e la sopravvivenza della Gloriosa e Nobile Alleanza che respingeva l'avanzata dell'Orda degli Orchi.


Duncan McLoryahn! Cavaliere di Stromgarde e figlio del Sacerdote della Sacra Luce Lord Almas McLoryahn! Vieni avanti!

Dalla larga schiera di Cavalieri aspiranti al Sublime Titolo egli si fece avanti. Era dunque giunto il suo momento. Sugli spalti attorno alla cerimonia era possibile osservare Lord Almas con la figlia Nadette, pronti ad applaudire in lacrime il grande traguardo raggiunto.
Duncan era teso ma non nervoso, con passo deciso passò sotto i grandi martelli e le affilate spade di chi già  da tempo combatteva sotto il nome del Grande Ordine Cavalleresco della Mano d'Argento, tesi in aria a salutare il nuovo arrivato.
Con aria decisa si avvicinò all'imponente bianca figura di Sir Turalyon, allievo del grande Sir Uther Lightbringer. Fece un lieve inchino alla destra del Cavaliere, rivolto verso un giovane e promettente Principe Arthas per poi rivolgerne un altro alla propria destra, rivolto a Sir Danath veterano della Milizia di Stromgarde nonché proprio Comandante. Infine l'ultimo saluto era rivolto alla figura di fronte a lui.


Il Sacro Ordine Cavalleresco della Mano d'Argento ti ha scelto per portare la Sacra Luce negli angoli più remoti, come suo Cavaliere, sua spada e suo scudo in un mondo ormai dilaniato dal Conflitto! Giura fedeltà  a questo popolo e alle terre che esso calpesta, Giura fedeltà  alla Sacra Luce che tutti guida!

Duncan si inginocchiò di fronte al prode Cavaliere e con sguardo fisso sul terreno pronunciò il giuramento che tanto aveva sognato poter ripetere a sua volta, come già  aveva visto fare a molti suoi compagni.

Un cavaliere è votato al coraggio. La sua forza sostiene i deboli, la sua spada protegge gli inermi, la sua ira abbatte i malvagi, le sue parole dicono solo la verità ! Possa la Sacra Luce donarmi la forza per purificare queste terre e rasserenare il cuore degli uomini e tenere fede al Patto che sono qui a rinnovare. Giuro di osservare il Codice dei Cavalieri della Mano d'Argento a costo della mia stessa vita.

Sir Turalyon estrasse la lama e la puntò verso il cielo.

Possa il tuo cuore battere per la Gloria dell'Alleanza e per la salvezza della Vita! Possa la Sacra Luce albergare nella tua Anima fino a quando la Morte in persona non verrà  a reclamarla!

La lama si abbassò lentamente sulla spalla del Cavaliere, prima su una e poi sull'altra.

Per il potere conferitomi dalla Corona del Regno di Lordaeron e dalla Sacra Luce, io, Sir Turalyon, ti nomino Cavaliere del Sacro Ordine della Mano d'Argento. Ora alzati Sir Duncan "Faithbringer"

Ricordi... ricordi di un grande giorno di molto, molto tempo fa...
« Ultima modifica: 27 Marzo 2010, 13:20:04 da Dreamspeaker » Loggato

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« Risposta #1 il: 27 Marzo 2010, 13:19:08 »

L'ORCO E IL PALADINO

Giunti al termine della Seconda Guerra gli orchi, catturati e resi innocui, giacevano da un anno nei campi d'internamento resi loro prigione.
Duncan era di guardia in uno dei campi di internamento attorno a Dunrholde Keep. Era ormai consuetudine che ci fosse almeno un Paladino dell'Ordine a controllare l'andamento dei campi.
I giorni si erano fatti ormai pesanti. Era rimasto molto provato dalla scomparsa del suo generale e del suo comandante al di là  del Portale Oscuro, nelle terre natali degli Orchi. Oltretutto la sua posizione era essenzialmente politica e burocratica.


Non è per questo che ho fatto il Giuramento...

Questo pensava. Con sommo disgusto verso un'Alleanza fiacca e interessata al profitto, malvolentieri eseguiva l'ordine di prelevare le tasse per il mantenimento di campi d'internamento per lui privi di senso.


Fare la guardia a chi ha massacrato il mio popolo, seminato morte nelle mie terre e ancora oggi uccide la mia vita costringendomi a spremere i miei fratelli... di nuovo loro schiavi.

Ma un giorno tutto questo sarebbe cambiato, e forse perfino rimpianto da Lord Faithbringer, che ormai più nessuna fede serbava nel cuore.
Mentre era da solo in perlustrazione nel perimetro del campo accadde l'impensabile.

"Un fuggiasco!" pensò subito il Paladino appena posato lo sguardo sulla verde figure di fronte a lui. Ma subito Duncan si dovette ricredere. Quell'orco era troppo vigoroso per poter essere uscito da un campo d'internamento, non aveva lo sguardo perso dei suoi fratelli. Dunque era un sopravvissuto, ancora libero e mai catturato appartenete forse a qualche Clan mai visto prima. Probabilmente ordiva la fuga dei suoi fratelli.


Mai nessuno è riuscito ad evadere da uno dei nostri campi d'internamento! La tua speranza è dunque vana. Se vorrai arrenderti senza alzare la spada ti sarà  risparmiata la vita.

L'orco non proferì parola.

Da solo sarebbe per te impossibile portare a termine una simile impresa, dove sono dunque i tuoi compagni?! Rispondi maledetto cane! Se sei da solo tanto meglio! Pagherai cara la tua sfrontatezza!

L'orco non si smosse d'un passo, il suo sguardo severo non venne turbato nemmeno un secondo. D'improvviso un tremendo colpo si abbatté sulla testa del malcapitato e il Paladino cadde a terra privo di sensi.

Che ne facciamo di lui ora?

Ormai sa troppo... se lo lasciassimo andare potrebbe mettersi alla nostra ricerca. Il clan Frostwolf si è tenuto fuori dai conflitti con gli umani, e così dovrà  continuare ad essere. Non possiamo rischiare di diventare la preda di qualche cavaliere desideroso di scolpirsi una reputazione sulla nostra pelle.

Uhm... cos'hai in mente Drek'Thar?

Per ora portiamolo al villaggio. Sarà  il capo Thrall a decidere della sua sorte...

La mattina seguente Duncan si risvegliò disarmato e con un gran mal di testa in una capanna. Si lanciò subito all'esterno ma i due orchi scelti come guardie erano davvero dei colossi, e le sue forze erano ancora minime per poterle sopraffare. Era indubbiamente loro prigioniero. Una delle guardie chiamò un altro orco che immediatamente si diresse verso la capanna più grande con grande fretta, evidentemente qualcuno era in attesa di essere informato del suo risveglio.

Poco più tardi ecco comparire nuovamente l'orco che incontrò fuori del campo, si scostò facendo spazio ad un altro orco molto giovane. Ciò che vide fu incredibile. Riconobbe la nera armatura di Orgrim Doomhammer, capo del Clan Blackrock. Che quest'orco fosse suo figlio?? Dunque l'Orda si stava preparando ad una nuova invasione. La pattuglia che incontrò al campo doveva avere lo scopo di perlustrare e raccogliere informazioni per un evasione in grande stile.


Benvenuto nel mio villaggio, umano. Io sono Thrall, figlio di Durotan. E questo è il Clan Frostwolf.

Dunque parli la mia lingua. Sappi che la vostra causa è senza speranza. Non riuscirete mai a liberare i vostri fratelli. I soldati di guardia sono ben addestrati e decisamente meglio equipaggiati di voi.

Mi chiedo come tu possa affermare questo. Naturalmente... non hai idea delle forze che siamo pronti a mettere in campo. Sappi che la fuori ci sono molti altri orchi sbandati pronti ad accogliere la nostra causa. Primo fra tutti Grom Hellscream, capo del Clan Warsong... ti dice niente questo nome, Paladino?

Duncan ammutolì sbalordito. Erano molte le storie che aveva sentito sul famigerato Hellscream e il suo clan sanguinario. Se erano dunque queste le forze di cui disponeva il nuovo capo dell'Orda, avrebbero anche potuto espugnare i vari campi d'internamento, rimpinguando continuamente le proprie fila con nuovi guerrieri.

Cosa volete fare di me? Perché sono prigioniero? Pensavo che l'Orda non lasciasse in vita nessuno..

Ogni cosa a suo tempo Paladino... presto saprai tutto.
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« Risposta #2 il: 27 Marzo 2010, 13:26:51 »

LETTERE DI DOLORE

Padre! PADRE! E' arrivata una lettera col sigillo della Mano d'Argento! Finalmente potrebbero essere notizie di Duncan!

Finalmente! Erano mesi ormai che non se ne sapeva più nulla...

Lord Almas, in tutta fretta e con un nodo in gola, aprì la lettera... ma ciò che vi trovò avrebbe lasciato per sempre un grande vuoto nel suo cuore. La lettera era firmata da Duncan e la calligrafia era indubbiamente la sua... le parole erano però troppo dolorose per poter credere che fossero uscite dal suo prode figliolo. Nadette si disperò.

Padre, dall'espressione del vostro viso deduco che non sono buone notizie, dunque parlate! Saprò accettare il destino di mio fratello. Noi tutti sapevamo bene che la responsabilità  di cui si era fatto peso avrebbe potuto portarlo perfino alla morte.

Ma la lettera non parlava di morte. Forse sarebbe stato meglio per il padre saperlo morto piuttosto che leggere tali parole. Dopo un breve sospiro lesse ad alta voce il contenuto della lettera:


Cari familiari,
è con grande rammarico che vi informo della mia decisione. Quando leggerete questa lettera sarà  ormai troppo tardi, il mio gesto sarà  già  compiuto. Non mi aspetto che voi possiate capire, sappiate che prenderò parte all'evasione degli orchi nei campi di prigionia. Questi campi sono una grave piaga per il popolo che io stesso ho giurato di proteggere. Gravi le tasse imposte su di loro, grave il peso da sopportare di mantenere in vita chi ha strappato la loro. Non posso inoltre ignorare un fatto: il capo della Nuova Orda non è un sanguinario come i suoi predecessori, confido nelle sue parole di voler raggruppare i superstiti della sua razza e andarsene. In questi lunghi mesi ho avuto modo di conoscere da vicino le loro usanze più antiche, non quelle di negromanzia da noi conosciute da loro definite come "una recente malattia", bensì un'altra faccia dell'Orda, pacifica e rispettosa della vita.
Ho deciso di prendere parte all'evasione utilizzando la mia influenza, della quale godrò ancora poco successivamente al mio gesto, in modo tale da ridurre al minimo le perdite, purtroppo inevitabili, dei valorosi soldati a guardia degli orchi. L'Alleanza che ho servito con grande orgoglio e onore ormai non esiste più. Perfino il sommo Uther Lightbringer non può nulla contro la politica e la burocrazia. La grande guerra ha svuotato molto le casse del regno, le quali ora cercano nuovo oro dalla terra dei contadini. Non è per servire tutto ciò che ho fatto il Giuramento.

Concludo qui la mia lettera, difficilmente le nostre vite si incroceranno nuovamente. Spero che il mio gesto non abbia conseguenze troppo gravose sulle vostre vite.


Duncan "Faithbringer" McLoryahn



Nessuno ebbe le forze per parlare dell'accaduto se non tre giorni più tardi, quando una delegazione dell'Ordine giunse a casa loro recando una nuova lettera. Stavolta recante il sigillo reale.



Vostra Signoria Sacerdote Almas McLoryahn,
la presente lettera per rendere noti ai suoi famigliari gli atti di Duncan McLoryahn, fu membro del Sacro Ordine della Mano d'Argento.
E' con immenso dolore che Sir Uther in persona ha dovuto congedare con grave disonore vostro figlio Duncan. Egli si è infatti macchiato di alto tradimento verso la Corona e verso i popoli dell'Alleanza. A seguito del suo ritorno dopo mesi otto mi mancata reperibilità , nottetempo, ha aiutato la fuga dei supersiti della sanguinaria Orda degli orchi, rinchiusa nei campi d'internamento, mettendo in grave pericolo tutti noi. Durante la fuga molte guardie hanno donato la loro vita nell'impresa di arrestare l'evasione.

E' dunque partito ieri un ordine di cattura per vostro figlio. A seguito del quale abbiamo dato ordine alle guardie dell'Ordine di perquisire i vostri possedimenti alla ricerca del fuggiasco, tutt'ora irreperibile, e di accertare che egli non cerchi di mettersi in contatto con Vostra Signoria.

Lord Almas, nonostante l'amicizia che ci lega mi è impossibile poter intercedere per vostro figlio in occasione dei gravi peccati perpetrati. Sono certo che il vostro rigore e la vostra fedeltà  verso l'Alleanza non vi permetterebbe mai di proteggere vostro figlio dopo si tali accadimenti, vi prego pertanto di perdonare l'umiliazione della perquisizione. E' comunque nostro dovere vagliare ogni possibilità , e un padre rimane pur sempre un padre...

Sinceramente,

Conte Remington Ridgewell



Fu impossibile per Lord Almas trattenere le lacrime, mentre le guardie mettevano a soqquadro la casa e stabilivano dei turni di guardia nella speranza di sorprendere il fuggiasco.
Da allora odio e disprezzo si fecero largo nel suo cuore. Nessuno osò più nominare il figlio in sua presenza.
Per quanto fosse possibile, la storia venne dimenticata... da tutti, tranne che da Nadette. Lei spera un giorno di poter ritrovare suo fratello e di poter... salvare l'onore della propria famiglia benedetta dalla Luce.
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